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La Tecarterapia – benefici e controindicazioni

La tecarterapia, pur essendo ancora una tecnica 'giovane' dal punto di vista della ricerca scientifica, è largamente diffusa grazie agli eccellenti risultati in campo applicativo. Scopriamo insieme cos'è, come funziona, gli effetti benefici e i casi in cui non è possibile impiegarla.

Come funziona la tecarterapia?

Il termine 'Tecar' significa 'Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo': gli ultimi due termini indicano il modo in cui detto trasferimento energetico viene irradiato per stimolare biologicamente le zone interessate.

Quando l'energia viene irradiata nei tessuti, la propagazione può avvenire in due modi:

  • capacitiva
  • resistiva

In base alla necessità della patologia il fisioterapista sceglierà la maniera più opportuna d'intervento. Di solito si preferisce applicare la tecar in modalità capacitiva quando è richiesto l'intervento su tessuti molli (come i muscoli). La modalità resistiva, irradiando con più energia, è impiegata su parti più resistenti, come cartilagini e ossa. Nella pratica, generalmente, il fisioterapista opterà per un mix delle due modalità, allo scòpo di massimizzare l'efficacia dell'intervento.

Quale che sia la modalità utilizzata è importante sottolineare che la tecarterapia, a differenza delle radiografie, non ha effetti ionizzanti sul corpo, caratteristica che la rende del tutto innocua e priva di effetti dannosi per i tessuti.

 

 

La seduta di tecarterapia

Quando affronteremo una seduta di tecarterapia base, generalmente il fisioterapista collocherà lo strumento sulla zona interessata dalla patologia per circa 15 min.. La tempistica potrà aumentare facilmente in base all'estensione della zona del corpo interessata dall'intervento.

Oltre l'applicazione base sopradescritta, la tecarterapia può essere coadiuvata da applicazioni integrative, come la terapia manuale, o la massoterapia; questa ampia gamma di modalità di intervento rende la tecarterapia uno strumento estremamente efficace, poichè permette al fisioterapista di poter selezionare e plasmare, di volta in volta, la modalità di intervento più consona alla patologia da curare.

 

Benefici e indicazioni terapeutiche 

Gli effetti benefici della tecarterapia possono essere raggruppati in due macroaree: effetti biostimolanti ed effetti drenanti.

Il fisioterapista si avvarrà dei primi per intervenire su patologie di origine infiammatoria, o traumatica; mentre l'effetto drenante può risultare molto utile nel caso di patologie estetiche, nonché, come per i biostimolanti, per curare infiammazioni.

Il novero delle patologie su cui è possibile intervenire con la tecarterapia sono molteplici e variegate. Di seguito riportiamo le più comuni:

  • traumi ossei
  • distorsioni
  • lesioni muscolari/tendinee
  • dolori muscolari
  • contusioni
  • lesioni al crociato anteriore/posteriore
  • fascite plantare
  • contratture
  • pubalgia
  • dolori al collo, alla schiena, al ginocchio

Il numero di sedute necessario, affinché la tecarterapia risulti efficace, varierà in base al tipo d'intervento, la gravità della patologia e l'associazione terapeutica, ovvero le applicazioni integrative che il fisioterapista riterrà più opportuno impiegare.

 

Controindicazioni

Come detto la tecarterapia è un trattamento sicuro e sostanzialmente privo di effetti collaterali; esistono tuttavia delle eccezioni, quattro casi in cui non è possibile intervenire con la tecar:

  • Gravidanza
  • Età avanzata
  • Portatori di pacemaker
  • Neoplasie (presenti o passate)

Oltre a questo elenco, esistono tutta una serie di casi relativi in cui il fisioterapista potrà decidere se intervenire con la tecar solo dopo un'attenta valutazione dei rischi:

  • portatori di protesi
  • casi psichiatrici
  • dermatiti
  • diabete
  • stato febbrile
  • cicatrizzazioni incomplete

 

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