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Copertina Protesi all'anca e riabilitazione

Protesi all'anca e riabilitazione

Anca e protesi

La protesi all'anca è una soluzione efficace per chi soffre di gravi problemi articolari che limitano la mobilità e la qualità della vita. Questo intervento chirurgico consente di sostituire l'articolazione compromessa con una protesi artificiale, ripristinando la funzionalità e riducendo il dolore.

L’anca è un’articolazione fondamentale del corpo umano, responsabile della connessione tra il femore e il bacino. Permette un’ampia gamma di movimenti, inclusi flessione, estensione, rotazione e abduzione. La sua struttura è composta da:

  • testa del femore, la parte sferica dell’articolazione che si inserisce nell’acetabolo;
  • acetabolo, appunto la cavità del bacino che ospita la testa del femore;
  • cartilagine articolare, riduce l’attrito tra le superfici ossee;
  • capsula articolare e legamenti, che conferiscono stabilità all’articolazione.

L'impianto della protesi viene più spesso eseguito sulle persone sopra i 60 anni; vediamo quando è necessario.

Quando è necessaria la protesi all'anca

L'impianto è necessario quando purtroppo le condizioni anatomiche sono talmente degenerate che non è possibile migliorarle con metodi conservativi. Ad esempio:

  • artrosi dell’anca (coxartrosi): è la causa più comune, caratterizzata dal deterioramento progressivo della cartilagine articolare;
  • artrite reumatoide, una patologia autoimmune che provoca infiammazione e danni articolari;
  • fratture del femore;
  • necrosi della testa femorale, dovuta ad insufficiente afflusso di sangue a causa di una grave frattura;
  • displasia dell’anca, un'anomalia congenita che porta a instabilità articolare e degenerazione precoce.

Rischi e complicazioni

Come ogni intervento chirurgico, anche la sostituzione dell’anca comporta alcuni rischi e possibili complicazioni, tra cui le principali sono:

  • trombosi venosa profonda, cioè la formazione di coaguli di sangue nelle vene delle gambe. Si previene indossando le calze elastiche già dal primo giorno dopo l'operazione e stando attenti anche una volta dimessi, a tenere la gamba distesa in alto per facilitarne il drenaggio;
  • lussazione della protesi: può accadere se l’articolazione viene sottoposta a movimenti eccessivi nei primi mesi post-intervento; per esempio bisogna stare attenti a non accavallare le gambe o fletterle eccessivamente. 
  • formazione di calcificazioni, per cui bisogna muovere l'articolazione da subito anche se come abbiamo visto, non si deve esagerare e si devono evitare movimenti scorretti. 

Inoltre potrebbe insorgere un'infezione che, a seconda della gravità, potrebbe richiedere la rimozione della protesi.
Con il tempo, la protesi all'anca può deteriorarsi e richiedere una revisione chirurgica.

Riabilitazione post-operatoria con la fisioterapia

I tempi di recupero sono abbastanza lunghi e variano anche a seconda del tipo di intervento effettuato. La riabilitazione post-operatoria è essenziale per garantire il successo dell’intervento e il recupero della mobilità. Il percorso fisioterapico include terapia manuale ed esercizio terapeutico, mentre i mezzi fisici sono utili per il controllo del dolore e dell'infiammazione. Vengono perciò impiegate: laserterapia, Tecarterapia, ultrasuonoterapia, magnetoterapia, ipertermia. 

Se ti è stata impiantata o ti impianteranno una protesi all'anca, nel nostro centro a Roma potrai richiedere una valutazione gratuita e iniziare al più presto un trattamento personalizzato per tornare ad una vita attiva. Contattaci per un appuntamento.

I contenuti di questo articolo hanno finalità informativa e non sostituiscono la diagnosi o la prescrizione di un medico. In caso di sintomi persistenti rivolgiti a un professionista sanitario.

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