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Copertina Tendinopatia d'Achille: cause, sintomi, cure

Tendinopatia d'Achille: cause, sintomi, cure

Cos'è la tendinopatia d'Achille

La tendinopatia d'Achille è un problema che colpisce chi fa sport, ma anche persone sedentarie, e spesso si trascina per mesi, se si fa l'errore di ignorare il dolore o fermarsi del tutto. 
Per capire di cosa si tratta, dobbiamo prima sapere cos'è il tendine d'Achille e la differenza tra le varie definizioni cliniche. 

Il tendine d'Achille  è la struttura tendinea più grande del nostro corpo e collega i muscoli del polpaccio al calcagno. Sopporta carichi enormi a ogni passo, salto o scatto.
La tendinopatia è una condizione di dolore localizzato al tendine legato al carico funzionale, senza dare per scontata la presenza di infiammazione. La tendinite d'Achille è invece la fase infiammatoria acuta, mentre la tendinosi indica una degenerazione cronica delle fibre di collagene. Diversa ancora è la rottura del tendine: se avverti un colpo improvviso dietro la caviglia simile a una frustata, seguito da impossibilità di spingere sul piede, si tratta di un'emergenza da valutare in pronto soccorso. 

Cause e fattori di rischio

Alla base della tendinopatia d'Achille c'è quasi sempre un meccanismo di sovraccarico meccanio, cioè il tendine viene sollecitato oltre il suo limite di tolleranza. Per esempio, durante le attività sportive, aumenti troppo bruschi del chilometraggio in corsa o frequenti cambi di direzione e scatti (come nel caso del padel). Oppure l'uso di calzature usurate o modelli con un drop (differenza tra tacco e punta) non appropriato che esercitano stress eccessivo sulla struttura. 
Altro fattore di rischio sono le discrepanze biomeccaniche: una ridotta flessibilità della caviglia, una marcata pronazione del piede o squilibri muscolari nel polpaccio. Infine, fattori Individuali: l'avanzare dell'età e la conseguente riduzione dell'elasticità dei tessuti aumentano la vulnerabilità agli infortuni.

Riconoscere i segnali: sintomi tipici

Il quadro clinico della tendinopatia d'Achille presenta caratteristiche ben definite:

  • dolore localizzato, che si manifesta sul tendine e si accentua durante attività che richiedono carico, come salire le scale, correre o camminare in pendenza;
  • rigidità mattutina molto pronunciata e dolore intenso nei primissimi passi dopo il risveglio o dopo un lungo periodo di inattività;
  • alterazioni strutturali: si può percepire o osservare un ispessimento del tendine al tatto;
  • sensibilità al tatto: forte dolore quando il tendine viene premuto con le dita.

Diagnosi

Clinicamente, la tendinopatia d'Achille si manifesta spesso nella sua porzione media, situata a più di due centimetri dall'attaccatura al tallone. Se il dolore è concentrato esattamente sull'inserzione al tallone, si parla di forma "inserzionale". È cruciale eseguire una diagnosi differenziale per escludere patologie adiacenti, come la fascite plantare o la spina calcaneare.

Cure

La gestione di questa patologia deve essere graduale e progressiva. Nella fase iniziale il riposo assoluto non è raccomandato dalle linee guida. L'obiettivo è diminuire i carichi eccessivi mantenendo un livello di attività tollerabile. L'uso temporaneo di un rialzo sotto il tallone può aiutare a ridurre la tensione meccanica. Lo stretching del polpaccio è consigliato solo se dimostra un reale beneficio e non provoca ricadute sintomatiche.

In un percorso fisioterapico, la strategia primaria è l'esercizio di carico sul tendine. Si implementano programmi di rinforzo lenti, con carichi elevati e ed esercizi. A questo si può integrare la terapia manuale. In casi selezionati, il fisioterapista può prescrivere terapie strumentali per gestire il dolore, come le onde d'urto o la Tecarterapia.

L'intervento ortopedico è riservato a situazioni rare, solitamente dopo che il protocollo conservativo è stato seguito per 6-12 mesi senza miglioramenti, o in presenza di una lesione o rottura evidente.

Esercizi utili per la tendinopatia d'Achille

È fondamentale eseguire questi esercizi con movimenti controllati, almeno tre volte a settimana, assicurandosi che il dolore rimanga entro limiti tollerabili e non peggiori il giorno successivo.
Fase 1 (Base):
• isometrico sulle punte:appoggiandosi a un muro, sollevarsi sulle punte e mantenere la posizione isometrica senza oscillare, tornando giù con controllo.
• sollevamento a due gambe: salire e scendere lentamente sui talloni, distribuendo il peso in modo uniforme.
Fase 2 (Progressione):
• salita doppia e discesa singola: salire appoggiandosi su entrambe le gambe, ma scendere molto lentamente utilizzando solo l'arto affetto.
• ginocchio flesso: ripetere l'esercizio precedente mantenendo il ginocchio leggermente piegato per coinvolgere il muscolo soleo.
• discesa dal gradino: utilizzando il bordo di un gradino, scendere con il tallone (attenzione: evitare se il dolore è molto localizzato sull'inserzione calcaneare profonda).
Fase 3 (Carico Avanzato):
• carico esterno: eseguire il sollevamento aggiungendo un peso esterno, come uno zaino leggero o un manubrio.

Prevenzione delle ricadute

Per evitare che il problema si ripresenti, è essenziale monitorare attentamente i carichi di allenamento, evitando picchi di intensità improvvisi. La scelta di scarpe adatte o l'uso di plantari su misura (se la biomeccanica del piede è compromessa) è fondamentale. Infine, mantenere forte e allenata la muscolatura del polpaccio aiuta il tendine a assorbire meglio gli impatti.

Se soffri per la tendinopatia d'Achille non esitare a contattare il nostro centro di fisioterapia a Roma per una valutazione gratuita: il recupero richiede dedizione e costanza.

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I contenuti di questo articolo hanno finalità informativa e non sostituiscono la diagnosi o la prescrizione di un medico. In caso di sintomi persistenti rivolgiti a un professionista sanitario.

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